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intro

Intro

The GNU userland has a special part called the "GNU Coreutils". This is a set of utilities that provide essential file and shell tools. Example components include rm, cat, ls, cp, etc. However, do not confuse "util-linux" with the GNU Coreutils. Both exist in the userland, but util-linux is not a part of the official GNU userland. Some tools that are part of util-linux include mcookie, kill, more, cfdisk, dmesg, etc.

The "GNU Binutils" is a collection of programming tools for binary/compiled programs.

The GNU build system (or Autotools) is a set of programming tools for setting up source code for Unixoid systems. Autotools is part of the GNU Toolchain. The GNU Toolchain is a large collection of programming tools such as the GNU Compiler Collection (GCC), GNU Debugger (GDB), GNU Binutils, and more. GCC is the compiler toolkit.

GNU uses glibc (GNU C Library) as an open-source alternative to the standard C library. Gnulib is an alternative to glibc that provides portability for other operating systems.

GNU Classpath is an open-source Java class library.

Ogni comando che eseguiamo da terminale può far parte di un programma esterno installato, o può essere una funzione da noi definita, o ad esempio un alias, o ancora uno "shell built-in", cioè comandi di base per la shell utilizzata che non potrebbero esistere senza la shell, vediamo ora una serie di comandi di base.

Il comando pwd

Una volta all'interno di un terminale, possiamo capire in che directory siamo situati attraverso il comando "pwd", possiamo quindi semplicemente lanciare pwd e vedere a schermo il percorso della directory corrente.

There are two reasons why we could need to use this:

  1. Our terminal doesn't show it
  2. we want to see the original path and not a symbolic link, for this we could use "pwd -P"

Il comando export

Questo comando serve a creare una variabile d'ambiente, vediamo un esempio:

 export nomeVariabile=valore
 # imposta una variabile d'ambiente

nota che una variabile può anche essere definita come:

 nomeVariabile=valore
 # imposta una variabile di shell, quindi
 # una variabile valida solo all'interno del processo shell
 # corrente

la differenza sta appunto che nel caso di "export" la variabile (d'ambiente) verrà passata ad ogni processo figlio chiamato dalla shell. export makes the variable available to sub-processes. That is, export name=value means that the variable name is available to any process you run from that shell process. If you want a process to make use of this variable, use export, and run the process from that shell.

name=value means the variable scope is restricted to the shell, and is not available to any other process. You would use this for (say) loop variables, temporary variables etc.

nel caso volessimo impostare una variabile con un valore permanente, allora possiamo aggiungere l'assegnazione del valore nei file indicati per la Bash.

Il comando type

All'inizio può essere utile capire mano a mano che incontriamo nuovi comandi di base capire se questi ultimi sono builtin della shell o se vengono da pacchetti installati al di fuori della shell, per questo possiamo usare il comando "type", infatti dando in pasto a questo comando il programma, lui capirà di che tipo è il programma in questione, ad esempio:

 type pwd
 # questo ci dirà di che tipologia è "pwd", scopriremo
 # infatti che questo è uno shell built-in

le tipologie possibili sono:

  1. alias (command is shell alias): questi sono alias, su molti sistemi/distribuzioni un comando di default già con alias è "ls"
  2. keyword (command is shell reserved word): queste sono keyword della shell, ad esempio keyword utilizzate per creare script come ad esempio "if"
  3. function (command is shell function): queste sono funzioni definite
  4. builtin (command is shell builtin): questi sono i comandi builtin della shell come ad esempio "pwd" o "cd"
  5. file (command is disk file): questi sono i comandi esterni, come ad esempio "date"

Il comando type può essere utile anche per capire ad esempio quale file viene eseguito quando eseguiamo un programma, se ad esempio volessimo vedere il percorso del file che risponde al comando "date", allora eseguiamo:

 type -p date
 # mostra il percorso al comando date

se volessimo il tipo in una forma più corta "short form", allora facciamo:

 type -t date
 # mostra il tipo di comando in una forma short, ad
 # esempio con la stringa "file" in questo caso

per avere tutte le informazioni su un comando possiamo utilizzare il flag "-a", ad esempio:

 type -a nomeComando
 # mostra tutte le informazioni sul comando "nomeComando"

N.B.: Il comando "type" è un comando builtin, quindi questi parametri potrebbero cambiare da shell a shell, quelli qui riportati valgono per la bash.

Il comando declare

Possiamo creare funzioni all'interno della command line con la sequenza di istruzioni:

nome_funzione() {
    istruzione1
    istruzione2
    ...
    istruzioneN
}

una volta creata la funzione, questa può essere richiamata col comando:

 nome_funzione

nel caso volessimo visualizzare "cosa fa" questa funzione allora eseguiremo:

 declare -f nome_funzione
 # questo mostrerà il corpo della funzione

possiamo anche salvare funzioni create momentaneamente nel file di confugurazione della shell o nel file adibito alle funzioni definite a livello utente, andando a redirigere l'output in modalità "append", ad esempio:

 declare -f nome_funzione >> ~/.my_bash_functions

nel caso andassimo ad eseguire un semplice:

 declare
 # visualizza il corpo di tutte le funzioni definite e delle variabili

Il comando help

Il comando help è utile per poter visualizzare la lista di comandi built-in della shell, e poter visualizzare il loro manuale, vediamo alcuni esempi:

 help
 # visualizza la lista dei comandi built-in della shell
 help -m nomeComandoBuilt-In
 # visualizza il manuale del comando
 # built-in, ad esempio funziona con "cd", "pushd", "popd",
 # eccetera...

Il comando cd

Una volta all'interno del terminale possiamo muoverci all'interno delle directory con il comando "cd", questo programma è incluso nella shell, quindi non è possibile effettuare un "sudo cd" ad esempio, ma devo loggare con l'utente di root e arrivare al percorso desiderato; vediamo alcuni esempi applicativi:

 cd nomeDirectory
 # si sposta nella directory nomeDirectory
 cd !$
 # si sposta nella directory che abbiamo elaborato nel
 # comando precedente, cioè nel caso avessimo eseguito un mkdir,
 # questo si sposta direttamente in quella directory
 cd -
 # si sposta nella directory precedente, se non mi sono
 # ancora spostato almeno una volta non funziona

Se le directory (o in genere i file) hanno spazi nei loro nomi allora abbiamo due possibilità:

 # scrivere il nome tra doppi apici "nome Dir"
 # utilizzare la notazione con i backslah, ad esempio nome\ Dir

N.B.: I filesystem di tipo ext3 hanno un limite sulla lunghezza dei nomi dei file che equivale a 255 caratteri.

Il comando ls

Un altro comando molto utile per poter visualizzare il contenuto di una directory o le caratteristiche dei file è ls; alcuni esempi di applicazione comprendono:

 ls nomeDir
 # elenca il contenuto della directory nomeDir
 ls
 # elenca il contenuto della directory corrente
 ls -F nomeDir
 # elenca il contenuto di nomeDir, evidenziando le
 # differenze tra i tipi di file:
  • il simbolo '/' dietro al nome del file denota una directory

  • il simbolo '@' dietro al nome del file denota un collegamento (link)

  • nessun simbolo davanti al nome del file denota un file semplice

 ls -R nomeDir
 # elencail contenuto di nomeDir e di tutti i file
 # delle sottodirectory ricorsivamente, è utile nel caso volessi
 # vedere anche il contenuto delle sotto-directory
 ls -al
 # elenca tutti i file, anche quelli nascosti e i
 # puntatori "." e ".."
 ls -Al
 # elenca tutti i file, anche quelli nascosti, ma senza "
 # ." e ".."
 ls -Alh
 # elenca tutti i file, con le relative dimensioni in
 # formato human readable
 ls -1
 # elenca tutti i file su una sola colonna
 ls -t
 # elenca i file mostrando prima quelli modificati per
 # ultimi
 ls -ltr
 # elenca i file mostrando prima quelli meno modificati
 ls -sSh
 # mostra i file in ordine decrescente di dimensione,
 # nota che per le directory non viene fatto un resoconto delle
 # dimensioni
 ls -li
 # visualizzo la lista file con relativo inode id
 ls -ld nomeDirectory
 # mostra informazioni solo sulla directory
 # menzionata, senza il "-d" mi mostrerebbe il contenuto della
 # directory specificata
 ls -I nomeFile1
 # elenca i file, eccetto il file chiamato
 # nomeFile1
ls -d */
# mostra solo le directory nella directory corrente

Il comando tree

Tree costituisce un comando molto utile nel momento in cui vogliamo visualizzare le directory con una struttura ad albero per capire come è strutturato il filesystem in uno specifico punto, non è installato di default, possiamo installarlo con:

 sudo apt-get install tree
 # installa il programma "tree"

e possiamo utilizzarlo con:

 tree nomeDirectory | less
 # visualizza la struttura ad albero
 # della directory, in un formato comodo da scorrere attraverso il
 # programma less
 tree
 # visualizza la struttura ad albero della directory
 # corrente
tree -d -L 1
# mostra solo le directory nella directory corrente

I comandi cat e tac

Per visualizzare uno o piu' file possiamo utilizzare il comando cat, vediamo alcuni esempi:

 cat file1.txt file2.txt file3.txt > result.txt
 # stampa i tre file menzionati e
 # salva il risultato in result.txt
 cat nomefile.txt
 # visualizza in modo concatenato i due file menzionati
 # anche se l'utilizzo per visualizzare a schermo il contenuto
 # e' comunemente accettato, in genere viene preferito un pager
 # come less
 cat nomefile1.txt nomefile2.txt
 # visualizza in modo concatenato i due file menzionati

Il comando cat molte volte viene abusato, infatti si vedono spesso in giro casi di:

 cat file.txt | grep 'ciao'
 # DA EVITARE

al posto di:

grep 'ciao' file.txt

oppure

 cat file.txt | command arg1 arg2 arg3
 # DA EVITARE

al posto di:

command arg1 arg2 arg3 < file.txt

Vediamo altri esempi di utilizzo di cat:

 cat >test2
 # permette di creare un file con quello che inseriamo
 # a tastiera (quindi dallo standard input)
 # possiamo concludere premendo ctrl+d
 cat -n test.txt
 # visualizza l'output con le linee numerate
 cat -e test.txt
 # visualizza il simbolo $ per indicare un fine riga
 # questo e' utile per visualizzare trailing space
 # ad esempio
 cat -T test.txt
 # visualizza il simbolo ^I per indicare un carattere TAB
 cat -v test.txt
 # visualizza a schermo anche caratteri non printable

Un'altro comando utile, quando vogliamo ottenere un file con le linee capovolte, cioe' l'ultima sara' la prima e la prima l'ultima e' tac. Questo comando e' identico cat in quanto utilizzo, quindi:

 tac file1.txt file2.txt file3.txt > result.txt
 # stampa al contrario i tre file menzionati e
 # salva il risultato in result.txt

Il comando cp

Cp è un comando molto versatile utilizzato per copiare generalmente, alcuni esempi di applicazione sono:

 cp file1 file2
 # effettua una copia del file file1 e la chiama
 # file2
 cp -i file1 file2
 # in questo caso prima di effettuare la
 # copia, controlla se nella directory esiste già un file chiamato
 # file2, e se questo esiste allora prima chiede conferma
 # dell'operazione di sovrascrizione
 cp -p file /otherdirectory/
 # effettua una copia preservando il
 # proprietario e i permessi anche nell'altro directory
 cp -u file file2
 # in questo caso viene effettuata una
 # riscrittura solo nel caso in cui il file file1 è più recente di
 # file2, questo tipo di copia è detta anche copia in modalità "
 # backup", perchè si comporta come un backup

Attenzione anche "cp" su molti sistemi copia solo file non nascosti, per copiare file nascosti utilizziamo:

 cp -R .* directoryScelta/
 # copia tutti i file nascosti nella
 # directory menzionata

Mv

Il comando "mv", ha una duplice funzione, può essere usato sia per spostare file che per rinominarli, alcuni esempi applicativi sono:

 mv mioFile tuoFile
 # rinomina il file mioFile in tuoFile
 mv mioFile /home/john/otherDir/tuo
 # sposta il file nella
 # directory otherDir e lo rinomina col nome tuo
 mv -i mioFile tuoFile
 # rinomina il file, chiedendo conferma
 # nel caso di sovrascrittura

N.B.:La flessibilità di linux può danneggiare il sisteam, infatti è buona norma sempre utilizzare i comandi mv e cp con il flag '-i', è anche possibile automatizzare l'operazione utilizzando degli alias.

I comandi rm, shred ed unlink

Il comando "rm", è utilizzato per rimuovere file (non nascosti), vediamo alcuni esempi:

 rm nomeFile
 # elimina il file chiamato nomeFile
 rm -r nomeDirectory
 # elimina la directory, il flag "-r" indica
 # di utilizzare la modalità ricorsiva, in modo da eliminare
 # directory e sottodirectory
 rm -rf nomeDir #cancella tutti i file ricorsivamente viene fatto in
 # /etc per cancellare tutte le configurazioni del server

per rimuovere tutti i file nascosti possiamo utilizzare:

 rm -r .*

Per rimuovere un link ad un file o ad una directory utilizziamo il comando:

 unlink nomeFileODirectoryLink # rimuove il link

per rimuovere un file in modo che non possa essere pià recuperato possiamo usare "shred" ad esempio:

 shred nomeFile
 # elimina un file in modo che non possa essere
 # più recuperato

Il comando mkdir

Il comando "mkdir" è utilizzato per creare directory, l'esempio classico di applicazione è:

 mkdir nomeDir
 # crea una directory chiamata nomeDir nella
 # locazione corrente
 mkdir -p nomeDir1/nomeDir2
 # crea la directory nomeDir2 e se
 # nomeDir1 non esiste, quest'ultima viene creata
 mkdir -p work/{d1,d2}/{src,bin,bak}
 # crea un intero albero di directory

Il comando time

Il comando "time" è utilizzato per cronometrare processi/applicazioni, l'esempio classico di applicazione è:

 time nomeProgramma
 # fornisce il tempo che ci ha messo il
 # programma ad essere eseguito
 time read
 # questo è un cronometro, che può essere fermato con "
 # Ctrl+d"

Il comando "time" ci fornirà tre risultati:

  • real: tempo totale impiegato per portare a termine il programma, qui si tiene conto anche dei time slice usati da altri processi, o il tempo speso da stato "bloccato" (ad esempio se sta aspettando I/O), mentre negli altri due casi spiegati sotto, si tiene conto solo del tempo in esecuzione The elapsed (real) time between invocation of utility and its termination.
  • user: tempo passato in user-space speso in esecuzione The User CPU time, equivalent to the sum of the tms_utime and tms_cutime fields returned by the times() function defined in the System Interfaces volume of POSIX.1-2008 for the process in which utility is executed
  • sys: tempo passato in kernel space speso in esecuzione The System CPU time, equivalent to the sum of the tms_stime and tms_cstime fields returned by the times() function for the process in which utility is executed.

Il comando timeout

Il comando timeout, serve ad eseguire un comando e a terminarlo dopo uno specifico tempo se questo non termina prima, vediamo qualche esempio:

 timeout -s 9 60 "ls -lR /"
 # in questo caso viene eseguito il
 # comando ls per elencare tutti i file sul filesystem, se questo
 # non termina entro 60 secondi, allora viene terminato con un
 # segnale "-s" di tipo "9" cioè "kill"

Il comando touch

Il comando "touch" è utilizzato per creare file, vediamo alcuni esempi di applicazione è:

 touch nomeFile
 # crea un file chiamato "nomeFile"
 touch -a nomeFile
 # modifica la data dell'ultimo accesso a
 # quando viene effettuato il comando
 touch -m nomeFile
 # modifica la data dell'ultima modifica a
 # quando viene effettuato il comando
 touch -r referenceFile nomeFile
 # modifica i timestamps del
 # file nomeFile impostandoli uguali a quelli del file
 # referenceFile

N.B.: Per visualizzare i timestamps, possiamo utilizzare il comando "stat".

Il comando stat

Il comando "stat" è utilizzato per visualizzare tutte le informazioni su un qualsiasi file, l'esempio classico di applicazione è:

 stat nomeFile
 # visualizza tutte le informazioni per il file "
 # nomeFile"
 stat -c '%A %a %n' /etc/timezone
 # per avere i permessi di un file in formato ottale,
 # questo e' molto utile soprattutto in fase di configurazione
 # di sistema, in quanto col comando ls non e' possibile visualizzare
 # i permessi in forma ottale

Il comando su

Il comando su è utilizzato per cambiare utente (infatti su sta per switch user), veidiamo due classici esempi applicativi:

 su nomeutente #cambia utente, da quello attuale a nomeutente
 su - nomeutente
 # cambia utente, da quello attuale a nomeutente,
 # come se venisse fatto il login, quindi viene fatto un cd
 # diretto alla home dell'utente con cui si logga), questo è anche
 # utilizzato ogni qualvolta vengono effettuate delle modifiche
 # sui gruppi, in modo da evitare il relogin dell'utente

I comandi realpath e readlink

I comandi readlink e realpath sono utilizzati per visualizzare informazioni sul percorso di un file, nello specifico:

 realpath nomeFile.ogg
 # in questo caso visualizzaremo il
 # percorso assoluto del file passato come parametro, o nel caso
 # venisse passato un link, questo comando mostra il vero percorso
 # del file originale
 readlink nomeFile.ogg
 # è equivalente al programma realpath ma
 # mostra il percorso relativo del link simbolico
 readlink -f nomeFile.ogg
 # è equivalente al programma realpath

Il comando sudo

Il comando sudo è utilizzato per eseguire comandi con i diritti di un altro utente, se ad esempio per avviare una determinata applicazione abbiamo bisogno momentaneamente dei diritti del proprietario dell'applicazione o dell'amministratore, allora il comando sudo è molto utile in questi casi; vediamone alcuni esempi applicativi:

 sudo comando
 # effettua un comando come se fossi un altro
 # utente, caso tipico è quando si cerca di effettuare un comando
 # con i diritti di root
 sudo !!
 # esegue il comando precedentemente eseguit con i
 # comandi di root
 sudo su
 # sfrutta i permessi di root, per entrare nella shell
 # dell'amministratore
 sudo -K
 # dimentica la passwordo di sudo immediatamente, utile
 # per fare in modo che altri dopo di me non possano utilizzare il
 # tempo di sudo messo a disposizione senza che io reinserisca la
 # password
 visudo
 # apre il file /etc/sudoers con cui posso impostare la configurazione

Il file /etc/sudoers serve a listare gli utenti che possono effettuare sudo, con le relative impostazioni. La differenza tra le RedHat based e le Debian based è che le Debian based hanno solo la categoria "sudo" per fare sudo mentre le RH usano il gruppo "wheel".

I comandi w, id, groups, finger e wall

Il comando w, è utilizzato per visualizzare tutti gli utenti che hanno effettuato il login su una macchina, si lancia semplicemente con:

 w
 # elenca tutti gli utenti loggati su una macchina
 id
 # mostra informazioni sui gruppi di appartenenza dell'utente
 # loggato
 finger
 # se installato mostra informazioni sull'utente
 groups
 # mostra i gruppi di appartenenza senza menzionare il
 # group id
 wall "message to all the logged users"

Il comando who

Il comando who Mostra chi è loggato, possiamo usarlo come:

 who
 # mostra gli utenti loggati
 who -r
 # mostra il runlevel attuale della macchina

I comandi man, info, apropos, compgen, help e --help

Questi sono due comandi utili per avere informazioni sui programmi.

 nomeprogramma --help
 # mi fornisce un tutorial del programma
 man comando
 # mi fornisce informazioni sul comando, e gli
 # eventuali flag applicabili per l'avvio; a volte il man è
 # applicabile anche a file di sistema come /etc/resolv.conf,
 # anche se molte volte è solo un reference e non un vero e
 # proprio tutorial o una vera guida
 man -k parolaChiave
 # molto utile nel momento in cui non
 # conosciamo il comando utile per un'azione specifica, o quando
 # in genere non conosciamo il nome del comando che ci serve,
 # infatti attraverso il flag "-k" posso cercare per parole chiave
 # (penso stia per "keyword"), ad esempio "man -k sort" mi
 # cercherà tutti i programmi che hanno nel loro man la parola "sort"
 man -k file | search
 # questo è molto comodo per cercare una
 # determinata funzionalità, in questo caso sto cercando utility
 # per cercare file o ad esempio cercare nei file e così via,
 # posso usarlo anche con apropos
 man -K parolaChiave
 # molto utile in quanto cerca la parola
 # menzionata in tutte le pagine di man, ma non guarda a
 # differenza del flag "-k" solo nel titolo, ma anche all'interno
 # della pagina di man, infatti questa è una more in-depth search
 # by matching the keywords found in the whole articles
 man -s 7 -k ".*"
 # in questo modo vediamo la lista di tutte le
 # pagine man della sezione 7
 man -t ascii | ps2pdf - > ascii.pdf
 # crea un pdf della pagina
 # di manuale
 manpath
 # mostra il percorso in cui sono trovate le pagine di
 # man, un'alternativa è "echo $MANPATH"
 man -f passwd
 # molto utile, in quanto mostra le varie pagine
 # di man disponibili del comando "passwd", ad esempio a passwd
 # possiamo accederci attraverso "man 1 passwd" o "man 1ssl passwd"
 # oppure "man 5 passwd", vedere sotto per il significato dei
 # numeri

Quando sono in man o in help, posso schiacciare il tasto slash seguito da una parola per cercare la parola all'interno del testo. Oppure se si vuole sfruttare la potenza di vim, possiamo salvare una funzione nel nostro file di configurazione shell (e.g., .bashrc, .zshrc) ad esempio:

 vman() { vim <(man $1); }
 # ora utilizzando "vman ls" ad
 # esempio, possiamo visualizzare la pagina di man in vim
 man -P cat passwd > passwd_man_page.txt
 # questa tecnica
 # permette di salvare la pagina di man in un file di testo

La pagine di man possono essere referenziate da un numero, potremo ad esempio trovare "ls(1)" o "route(8)", questi numeri rappresentano la categoria del comando, infatti i numeri significano:

  1. User Commands
  2. System Calls
  3. Higher-Level Unix programming library documentation
  4. Device interface and driver information
  5. File descriptions (system configuration files)
  6. Games
  7. File formats, conventions, and encodings (ASCII, suffixes, ecc...)
  8. System commands and servers

Possiamo ad esempio selezionare una pagina man dalla sezione, infatti "man passwd" potrebbe essere ambiguo, in quanto potrebbe sia riferirsi al comando "passwd" utilizzato per impostare una password, oppure potrebbe riferirsi al file "/etc/passwd", il file dove sono contenute le informazioni sugli utenti, il comando man di default visualizza la prima pagina man trovata, per evitare questo comportamento possiamo specificare la pagina di man attraverso:

 man 5 passwd
 # visualizza il man con la spiegazione del file
 # /etc/passwd, in questo caso abbiamo specificato 5, facendo
 # capire al sistema che ci stiamo riferendo al file e non al
 # comando, infatti un "man passwd" avrebbe visualizzato la prima
 # pagina di man trovata che sarebbe stata quella del comando e
 # cioè passwd(1)
 man -f passwd
 # mostra tutte le possibili pagine consultabili
 # sotto il nome "passwd"

Per quanto riguarda la "synopsis":

The synopsis section usually gives some example use-cases. Sometimes sub-commands have different options, so several examples might be shown.

  • Brackets [] always denote optional switches, arguments, options, etc.
  • the pipe | means "or", particularly when inside brackets or parenthesis.
  • Brackets in brackets just means that the second part is dependent on the first, and also itself optional. Some switches you can use on their own or add a value to them.
  • Commas at the start of a bracket would indicate there can be multiple comma separated values, e.g., [-m system[,...]]
  • They lean on Regex concepts, but are meant to be human readable so don't follow all the escaping rules etc.

Poi da less, è comodo utilizzare i marker, cioè possiamo salvare una posizione nella pagina con " m lettera ", e dopo ritornare a quel marker con " ' lettera ".

Qualche tempo fa, il progetto GNU mostrò poco piacere nei confronti delle pagine man, e creò una propria utility per mostrare la documentazione, chiamata "info", che talvolta può essere più completa e più complessa, per lanciarlo possiamo eseguire:

 info nomeComando
 # mostra la documentazione info per il
 # comando, possiamo provarlo ad esempio col comando "find" per
 # vedere quanto è più completo rispetto al comando "man"

Alcuni programmi non rendono disponibile una documentazione disponibile attraverso "man" o "info", in questo caso dobbiamo andare a cercarla nella directory "/usr/share/doc/" oppure online attraverso internet.

Il man ha un output non colorato, una utility che ci può facilitare la vita rendendo l'output più user friendly è "most", possiamo installarlo e poi impostarlo come pager principale, in quanto di default, man usa "less" come pager, per impostarlo come pager principale in sistemi Debian-based eseguiamo:

 sudo update-alternatives --set pager /usr/bin/most
 # imposta
 # most come pager di default, molto utile per una lettura più
 # user-fiendly delle pagine di man

in realtà generalmente (senza dover imparare questo comando valido solo per le debian based) ci basta impostare una variabile d'ambiente chiamata "PAGER", questo vale su tutti i sistemi Linux e anche su FreeBSD (non so se pure sugli altri BSD), possiamo quindi cambiare pager eseguendo:

 export PAGER=most
 # il pager viene settato a "most", possiamo
 # eseguire "man man" per verificare il risultato, ovviamente
 # dobbiamo ricordarci di imporlo nel file di configurazione della
 # shell utilizzata

Un'altro modo comodo per cercare comandi è utilizzando:

 apropos stringaDaCercare
 # in questo caso vengono cercati tutti
 # i comandi relativi alla stringa "stringaDaCercare", ad esempio
 # possiamo provare "apropos disk", e verranno mostrati tutti i
 # comandi che hanno nella descrizione generale la parola "disk",
 # è analogo a "man -k"
 apropos -a keyword1 keyword2
 # effettua una ricerca facendo una
 # and delle stringhe menzionate, per effettuare ricerche più
 # avanzate, a differenza di un semplice "man -k"

Apropos è aggiornato attraverso il comando "mandb", che a differenza della configurazione può essere aggiornato con un cron job, o manualmente o quando avvengono aggiornamenti, possiamo comunque forzare l'aggiornamento eseguendo:

 mandb
 # Aggiorna il database delle pagine di manuale per apropos
 # Nota che questo deve essere eseguito con i permessi di root
 # quindi potrebbe essere opportuno eseguire `sudo mandb`

N.B.: A volte se siamo in cerca di esempio e non li troviamo nelle pagine di "man" e di "info", possiamo cercarli all'interno della directory "/usr/share/doc" al suo interno dobbiamo cercare il nome del pacchetto e al suo interno a volte esiste una directory chiamata "examples", qui possiamo trovare degli esempi di applicazione.

N.B: se evidenziamo una parola e poi premiamo "Shift+k" possiamo andare alla pagina di man relativa alla parola selezionata.

Possiamo utilizzare il comando compgen per visualizzare tutti i comandi a nostra disposizione (anche per categoria). Vediamo alcuni esempi di utilizzo:

compgen -c # will list all the commands you could run
compgen -c dns # will list all the commands which have dns in their name
compgen -a # will list all the aliases you could run
compgen -b # will list all the built-ins you could run
compgen -k # will list all the keywords you could run
compgen -A function # will list all the functions you could run
compgen -A function -abck # will list all the above in one go

Per i comandi builtin della shell, non esiste una pagina di man, per questi possiamo eseguire il comando "help" in bash, ad esempio:

 help cd
 # mostra informazioni per il comando cd
 help -m cd
 # mostra informazioni per il comando cd in un
 # formato "man page"
 help
 # mostra la lista dei comandi builtin

Pagine man degne di nota

Here follows a non-exhaustive list of noteworthy pages that might help you understand a lot of things more in-depth. Some of them might serve as a good reference (like the ascii table).

  • ascii(7)
  • boot(7)
  • charsets(7)
  • chmod(1)
  • credentials(7)
  • fstab(5)
  • hier(7)
  • systemd(1)
  • locale(1P)(5)(7)
  • printf(3)
  • proc(5)
  • regex(7)
  • signal(7)
  • term(5)(7)
  • termcap(5)
  • terminfo(5)
  • utf-8(7)

Il comando clear

E' un comando utilizzato per spostare il cursore ad inizio pagina, in modo da avere una visualizzazione pulita del terminale, si può eseguire con:

 clear
 # sposta il cursore del terminale

Il comando less

Il programma less e' un programma di paging, utile per leggere file e cercare all'interno di essi, possiamo lanciarlo con:

 less nomeFile

un'opzione utile è quella di non tagliare le linee, e fornire a less un modalità di navigazione oltre che verticale anche orizzontale, questo è possibile tramite:

 less -S nomeFile

un utile comando da dare a less, per fare in modo di avere una visualizzazione real time del file (uguale alla modalità -f del comando "tail") è premere "-F" quando stiamo visualizzando il file.

Inoltre puo' capitare di avere file di output colorati attraverse escape code nei sistemi operativi *NIX, per visualizzare correttamente i colori e' possibile eseguire:

 less -R nomeFileColorato

Il comando reset

E' un comando simile a "clear" ma cancella anche le istruzioni, resettando la shell, risulta utile anche quando l'output della shell puo' inquinarsi con l'utilizzo di determinati caratteri (ad esempio provenienti da file binari), vediamo alcuni esempi di utilizzo:

 reset
 # resetta il terminale

Spegnere e Riavviare il sistema

Vediamo alcuni esempi di comandi:

 shutdown -h now
 # spegne il sistema ora, può anche essere usato
 # poweroff
 shutdown -r now
 # riavvia il sistema ora, può anche essere
 # usato reboot
 shutdown -h 20:01
 # spegne la macchina alle 20:01
 shutdown -h +5
 # spegne la macchina tra 5 minuti

Il parametro isolato "--"

In alcuni comandi possiamo vedere il parametro "--" questo sta solo a significare che la lista di parametri passata ad un comando è finita, e i prossimi sono argomenti utili del programma come file, questo parametro esiste in quanto su linux è possibile dare nomi a file che iniziano col carattere "-", facciamo alcuni esempi:

 touch -al
 # non creerà il file chiamato -al ma darà errore

invece

 touch -- -al
 # creerà il file chiamato -al

oppure

 ls -al
 # mostrerà ls con le opzioni "-a" e "-l"

mentre

 ls -al -- -al
 # mostrerà informazioni sul file "-al", in quanto
 # il primo "-al" indica proprio le opzioni "-a" e "-l" mentre
 # l'ultimo siccome è posizionato dopo "--" indica il nome di un
 # file.

Il parametro isolato "-"

Questo parametro lasciato da solo, può non voler dire nulla, ma alcuni programmi lo usano per indicare al programma di leggere dati dallo standard input, quindi ad esempio viene usato spesso nei comandi utilizzanti la pipe "|". Un esempio potrebbe essere:

 cat videoName.mp4 | vlc -
 # in questo caso indichiamo al
 # programma vlc di leggere dallo standard input

comunque non per tutti i programmi questo comportamento è valido, infatti alcuni programmi considereranno il parametro "-" come nome di un file, o verrà utilizzato comunque per altri scopi. N.B.: For traditional UNIX programs that behave as filters the - is superfluous.